Alle belle certezze del Megawatt di Milano, in cui Stefano Parisi ha presentato la sua visione del mondo e del centro-destra di domani – stupendo i presenti, compreso chi scrive, per il formato incentrato su contenuti, con interventi al limite del tecnico ma mai banali – seguono ora i primi incontri dei comitati incaricati di tramutare in punti programmatici le idee.
Ciò che è merso da Megawatt, è una visione liberale e popolare del futuro dell’Italia, in netto contrasto con quella populista di Salvini e quella inconsistente di Meloni. Queste differenze oggettive di programma – forse non colte, forse ignorate – paiono irrilevanti al Cavaliere, che ultimamente non si è sottratto da qualche bordata ai danni dell’ex candidato Sindaco di Milano, reo di aver sottolineato come la sua idea politica cozzi con il programma dell’attuale Lega Nord.
In questi giorni abbiamo assistito ad un botta e risposta tra Parisi, Berlusconi e Salvini che per chi non ha seguito la vicenda si può riassumere come segue:
Parisi: “Mi candido a guidare questa comunità politica che stiamo giorno dopo giorno costruendo… Se c’è chi vuole andare con Salvini in posizione minoritaria prego, vada pure. Noi vogliamo rappresentare altro”.
Berlusconi: “Non ho eredi” se Parisi immagina un centro-destra con Forza Italia e Lega divisi non avrà ruoli dirigenziali in esso.
Salvini: “Parisi è già finito”.
In mezzo a questo braccio di ferro per la leadership del centro-destra, l’iniziativa “Energie per l’Italia” prosegue, affiancata da vari tavoli tematici costituiti per creare delle proposte concrete per il Paese, in tema di politica estera, economia e riforme. Lo scopo di questi consessi – costituiti in modo eterogeneo con la partecipazione di universitari, imprenditori, manager e professionisti di ogni ambio – sarà quello di formulare delle proposte che possano permettere all’Italia di voltare pagina. Una forte attenzione è prestata alle competenze e ai contenuti, come in Energie per l’Italia, perché da quelle Parisi vorrebbe ripartire, se gli sarà concesso.
La prima riunione del gruppo di economia, che si è tenuta il 15 Novembre presso il Collegio Augustinianum,  ha fornito spunti interessanti: autonomie locali ed innovazione sono stati i temi principali al centro del dibattito della serata, con particolare riguardo alla sanità pubblica, troppe le ombre che ancora avvolgono la rendicontazione dei costi e l’utilizzo delle risorse; si è parlato anche di innovazione tecnologica per la Pubblica amministrazione, evidenziando come sia ridicolo non avere a livello comunale – nell’anno del Signore 2016 – un comune sistema informatico gestionale, rendendo de facto impossibili controlli di spesa efficaci, rendendo persino ironica la presenza del principio di trasparenza nella redazione dei bilanci tanto degli Enti Locali che delle relative partecipate. Tanti piccoli spunti, anche molto banali – spesso dati dal buon senso più che dal desiderio di polemizzare contro l’attuale (mala)gestione della cosa pubblica – e che sommati l’uno con l’altro possono radicalmente cambiare il volto di questo Paese.
La sfida più grande sarà coniugare idee frutto di competenze teoriche (studenti e studiosi) con quelle di esperienze pratiche (imprenditori) in una formula capace di affascinare il grande pubblico.