E’ innegabile che vi sia un indissolubile legame tra l’Arte e l’Economia. Uno dei grandi temi infatti che ai giorni nostri si pone è proprio come l’Arte, i Patrimoni e i beni culturali possano essere intesi come beni di consumo. E’ evidente come nel connubio Arte – Economia il mercato stesso vi entri con forza col suo ruolo di ambiente dove l’opera d’arte può essere collocata anche al di fuori dei tradizionali luoghi ad essa dedicati come musei, mostre, vetrine e altri circuiti classici di fruizione diventando così un patrimonio collocabile e valutabile anche in modo venale perchè no. Sarebbe oggi un errore rimanere fermi alla distinzione statica tra patrimonio artistico in quanto “bene da conservare” e suo ruolo educativo e sociale da intendersi in senso dinamico. L’Arte infatti riveste sempre e comunque un ruolo di valorizzazione delle più alte aspirazioni dell’uomo.
Come quindi non ripensare i musei, le accademie, le gallerie d’arte come centri di produzione culturale, di ricerca, di creatività dispersi sul territorio, ciascuno legato alla propria tradizione etnica, vere e proprie fabbriche di sogni e di patrimoni culturali. Il rischio di non considerare e di non essere capaci di valutare tale valore aggiunto dell’Arte ci condanna a una marginalità in un mondo dove il vero valore aggiunto sta diventando sempre più la facoltà creativa intesa come originalità.
E così anche il ruolo pubblico dell’arte dove arte e vita pubblica sono da sempre concepite come fortemente connesse salvo i casi che spesso conosciamo di distruzione del nostro Patrimonio architettonico attraverso la produzione di MOSTRI che purtroppo ancora oggi troviamo sulla nostra penisola o peggio la distruzione per incuria (vedi Pompei) di quello che è il nostro Patrimonio Artistico intimamente connesso con la Storia del nostro Paese.
Non dimentichiamo che nell’era del digitale anche l’Arte vive una nuova vita in termini di fruizione delle opere classiche ma anche di nuove tecnologie applicate in ambiti artistici come il Web Design, la pittura elettronica, i musei virtuali, la realtà aumentata che ci permette di fruire le opere artistiche in una modalità totalmente nuova ed arricchita di testi, suoni e sensazioni che fino a poco tempo fa potevamo avere solo in modo disgiunto. Il Web può facilitare la diffusione dell’arte per una fruizione più consapevole e approfondita e mai disgiunta dai circuiti dei media. E anche in questo caso il binomio Arte – Tecnologia non può che avvantaggiarsi della sinergia per la sua diffusione nonchè per la sua valorizzazione anche in termini economici: mi riferisco a siti come Artsy o Vastari che oltre a rendere disponibili le opere in tutto il mondo danno loro un valore economico trattandone il commercio nonchè la valorizzazione.
Insomma ormai si può dire che sia proprio un matrimonio a tre: Arte – Tecnologia – Mercato.

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