Joël Dicker: probabilmente ne avrete sentito parlare.

Infatti, anche se non avete letto le sue opere, nel 2012 milioni di bocche hanno pronunciato il suo nome e, grazie a un grandioso e costante passaparola, il suo libro divenne bestseller in ben trentacinque Paesi. Il romanzo fortunato s’intitola “La verità sul caso Harry Quebert”, un giallo deduttivo che tiene incollati con il fiato in sospeso attorno all’omicidio di una giovane.
A distanza di quattro anni, Dicker ci regala un’altra opera monumentale, 587 pagine di grande scrittura, piacevoli da gustare sia tutte d’un fiato, sia a spizzichi e bocconi tra un dopocena e l’altro. Infatti, anche se sotto al titolo “Il libro dei Baltimore” campeggia la dicitura ‘romanzo’, sempre di un giallo si tratta: fin dalle prime pagine capiamo che anche questa volta esiste una verità che il lettore deve pazientemente aspettare che si sveli, poiché lo stesso protagonista, il Marcus Goldman già al centro del romanzo precedente, ne è all’oscuro.
E sarà una verità inquietante.

Tutto inizia dal principio, dalla giovinezza spensierata di tre ragazzi

i cugini della ‘gang dei Goldman’: due fratelli di Baltimore, ricchi e altolocati, e l’altro, protagonista nonché narratore del libro, appartenente a una ben più modesta famiglia proprietaria di un appartamentino a Montclair. Quest’ultimo, il Marcus Goldman di Montclair, passa l’intera giovinezza ad ammirare con occhi abbacinati la vita dei Goldman di Baltimore, trovando sempre più pretesti per trascorrere le giornate nell’agiato quartiere residenziale degli zii, che ai suoi occhi rappresentano il modello della famiglia perfetta. Nonostante le differenze economiche, i tre cugini sono così affiatati da condividere tutto: amicizie, sport, gusti musicali, vacanze. Quando però un giorno arriveranno a condividere anche l’amore per una ragazza, inizieranno i guai. Gelosie e invidie smorzeranno il loro rapporto che, tuttavia, si affievolirà ma non si spegnerà mai del tutto. Uno a uno però i segreti di ogni componente del trio iniziano a venire a galla. E non solo i loro: anche i genitori dei Goldman di Baltimore, ricchi e perfetti agli occhi del cugino di Montclair, nascondono inquietanti realtà. Fino all’accadimento di una Tragedia che cambierà per sempre le loro vite.

Questo libro ci insegna non solo che non esistono persone perfette, ma che non è tutto oro ciò che luccica: l’apparenza inganna e la perfezione è più amica della semplicità e dell’umiltà, che dei possedimenti e dei titoli. Noi lettori seguiamo la vicenda attraverso gli occhi di Marcus Goldman che, solo anni dopo la Tragedia che l’ha segnato profondamente, riesce a fare i conti con il passato e, soprattutto, a fare pace con sé stesso. Perché solo se siamo sereni con noi stessi, accettando ciò che non siamo più in grado di cambiare, riusciamo a ottenere successi nei rapporti con gli altri, nel lavoro, nell’amore e in tutta la nostra vita.