Se si dovesse descrivere lo Sri Lanka con una sola parola, si dovrebbe usare questa: “scoperta”.
È una terra piena di vita. La trovi nella forza straripante dell’oceano, negli intrecci spettacolari dei tronchi degli alberi. Negli occhi dei bambini che ti guardano affascinati e meravigliati. Nelle persone che ti salutano per strada. Nel cibo speziato e ancora di più in quello che mangi con le mani, mescolandoti agli abitanti e alle antiche tradizioni locali. Nei passi lenti silenziosi dei monaci che si muovono nella folla rapida e assordante. Nei piedi scalzi a contatto con madre Terra all’interno dei templi. La vita la trovi in giro per le strade, non è rinchiusa in nessun ufficio e dietro nessuno schermo, ti si offre davanti come uno spettacolo a volte doloroso e toccante, come quando vedi una povertà dilagante e sconfortante, e altre volte surrealistico, come quando ti imbatti in un elefante che attraversa la strada proprio davanti a te o in un paesaggio da toglierti il fiato per tanta bellezza che esiste in questo mondo.
I primi mercanti arabi avevano chiamato quest’isola Serendip, parola dalla quale deriva quella inglese “serendipity”, e cioè l’inaspettata scoperta di qualcosa di inatteso e non ricercato. Pensate davvero che sia solo un caso? Pensateci, potreste vivere tale scoperta come una sensazione che vi dice che non siete stati voi a scegliere lo Sri Lanka come destinazione del vostro viaggio, è stato lui a scegliervi. La serendipità dà senso alla tua storia e allontana l’impersonalità del caso.
Andate a Kandy: si trova nel cuore dello Sri Lanka e non solo geograficamente parlando. Circondata da verdi colline, ha rappresentato l’ultimo baluardo ribelle dell’indipendenza singalese durante l’epoca coloniale, diventando così nel tempo la capitale culturale dell’intera isola.
Scappate dal fragore e dalla fretta del traffico, costeggiate il lago e il Tempio del Dente, il santuario buddista più importante di tutto il Paese. Vi ritroverete al centro di una corrente spirituale che viene sospinta, alla vostra sinistra, da una natura silenziosa che cambia colore con il sole e alla vostra destra da un andirivieni di persone vestite di bianco che si recano pieni di fiori in offerta al Tempio.
Solo seguendo questi petali che sfuggono dalle mani delle persone durante il tragitto verso il Tempio, potreste ritrovarvi davanti al The Empire Cafè. Il luogo è situato al piano terra dell’hotel Olde Empire, non sarà solo la sua posizione ad attrarvi ma anche i colori sgargianti e inaspettatamente calorosi e accoglienti. Se siete curiosi di conoscere questo luogo più da vicino, una sua piccola presentazione la troverete direttamente sul menù. Ti invitano loro stessi a viverti questo luogo come un riparo fermo e silenzioso in mezzo ad una città movimentata e rumorosa. Ma poi ci sono anche i colori e i sapori di una terra affascinante ed entusiasmante: gustateveli tutti, con tutti e sei i sensi. Qual è il sesto? È il vostro intuito, che vi indica con il dito una porzione di felicità.

Da leggere consiglio…
È la spiritualità soprattutto che attrae qui. Non che in Italia non ci sia, ma sembra essere confinata nei luoghi di culto, non la trovi passeggiando per strada. Qui sì: è parte quotidiana della tua vita. Persino quando sei sull’autobus, l’autista si ferma davanti a un tempio per far lasciare le offerte raccolte. Che meraviglia.
Volevo addentrarmi ancora più profondamente in questa religione affascinante. Ho quindi scelto Siddharta di Herman Hesse come fedele compagno per questo sorprendente viaggio. Ma lo dovete dividere in due parti, e in questo luogo vi invito a leggere la prima. Qual è? La nota introduttiva di Massimo Mila. Queste poche pagine costituiscono un libro dentro al libro: non è infatti solo l’introduzione alla storia, alla figura di Siddharta e alla dottrina del culto brahmanico, ma allo spirito con cui il lettore deve approcciarsi alla ricerca narrata.
Siate tra coloro che cercano. Siate tra coloro che non si accontentano della superficie della vita così come la percepiamo solo con i nostri occhi. Siate tra i tormentati, che tormento non è agitazione, ma attesa famelica della scoperta di un senso più grande che sappiamo esserci. Nascosto da qualche parte di questo mondo, chissà dove, non importa. C’è.
Siate tra coloro che si conoscono realmente e profondamente. Siate tra coloro che si stupiscano di questo. Si spaventino anche, ma perseverano. Siate tra coloro che forse cammineranno da soli, ma avranno gambe forti abbastanza da arrivare fino in cima alla montagna. Siate tra coloro che solitudine non è isolamento, ma unione con il mondo che ci circonda. E mondo sono soprattutto le montagne, gli alberi, i pianeti e tutte le stelle. Mondo è su nel cielo e anche oltre. Siate tra coloro non che riescano, ma che non smettono mai di tentare. Perché anche solo in quel tentativo si trova una vita che appartiene a noi e a nessun altro. Troviamo noi, come non ci siamo mai conosciuti. Questo è il vivere.