Mentre il mondo cavalca le onde fuggevoli del proprio tempo, c’è qualcosa che perdura immutabile. Che si tramanda di seme in seme, di stagione in stagione, da generazione a generazione: identico, stabile. Qualcosa che risiede nel profondo di ogni uomo e donna. Che riluce saldamente, seppur nel frastuono quotidiano soggetto alla volubile alternanza delle mode e dei costumi.
Chi sceglie di fermarsi ad osservare i quadri di Giuseppe Siniscalchi non cerca un evento mondano, ma cala, forse inconsapevolmente, un silenzioso sipario dietro di sé per fermarsi a contemplare la scintilla che anima la propria vita, la stessa scintilla, immutabile da generazione a generazione.
Non a caso le Edizioni Paoline si sono soffermate sull’opera di questo artista che raccoglie una dimensione di preghiera profondamente cristiana. I sentieri tracciati sulle tele di Siniscalchi sono proprio un richiamo alla Croce. Mi scrisse: “… vi è più gioia quando si attraversano e superano percorsi sofferti e travagliati”. Come la malattia che ci insegna a godere della nostra salute. La carestia ad accenderci di gioia per il raccolto. E non sono forse le tenebre della notte che fanno rifulgere le stelle?
Innumerevoli stelle che costellano la volta celeste dei suoi dipinti, portandoci con la mente ad inseguire l’infinito che si dispiega, mentre la “luna WA” ci racconta di una dimensione buddista, avvicinata fin da ragazzo e intimamente approfondita grazie al suo matrimonio. La Natura diventa protagonista, che ci incanta e intimorisce di fronte alla sua potenza. La mente si dispone all’umiltà, lo spirito universale che anima l’essere umano riflette sulla propria fragile condizione, chi sul legame con il Creatore e chi con il Creato. Riappacificandosi istintivamente con ciò che risulta incomprensibile razionalmente. La nostra irrefrenabile tensione verso l’inspiegato dell’invisibile. Così nasce la fertile sinergia del pittore con la scienza, in particolare con gli scienziati dell’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia per il progetto Crossroads in art, music and science che, grazie all’intelligente attenzione di Fondazione Cariplo, si porta a compimento.
La missione di Giuseppe Siniscalchi si concretizza: dipingere per contribuire alla costruzione di un mondo migliore, in comunione e in pace da una parte all’altra del pianeta, per proteggere “la nostra casa comune” che stiamo erodendo. Senza barriere di lingua, religione e cultura, come i ricercatori insegnano.
Un invito a vivere con generosità, lontani dalla “cultura dello scarto” proprio come raccomandatoci da papa Francesco nel suo “Laudato Sì”, che tocca gli stessi temi cari all’artista: ambiente, ecologia, sostenibilità, il futuro del Creato che ci sostenta, indagando sulle cause del degrado e i rimedi: sobrietà e umiltà. Le stesse questioni affrontate dall’artista nel suo “Manifesto Fronteversista” anno 2014, sottoscritto da personalità del panorama nazionale e internazionale e da chi desidera un cambiamento di paradigma. L’arte come mezzo per rivolgersi con un linguaggio universale “a tutti gli uomini di buona volontà”: credenti o atei. Il fine è preservarci dall’autodistruzione, dalla prepotenza della sopraffazione delle diverse culture, per non essere annientati dai nostri “giocattoli”, con un uso sprovveduto della scienza e della tecnologia.
Così, mentre la moda ci vuole eternamente giovani, prestanti, produttivi, immortali, i quadri di Siniscalchi lanciano un messaggio forte, soprattutto alle giovani generazioni, ricordando a tutti noi quanto siamo “piccoli” di fronte all’universo. Di quanto importante sia vivere ogni stagione del proprio tempo con cognizione. Godere dei buoni frutti al tempo giusto. Con semplicità e saggezza dinanzi alla ineluttabile potenza che ci sovrasta. Rispettosi nei confronti del prossimo e del nostro pianeta. Noi: minuscolo pulviscolo al vento nella storia, mentre la Vita si rinnova efficace seme dopo seme. Dove il consumarsi del frutto porta profitto alla terra. Dove ogni uomo e donna è chiamato, ognuno per proprio ruolo, a rispondere responsabilmente rispetto al patrimonio che ha in prestito.

Sabato 20 maggio ore 14:00 Crossroads in art, music and science al Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano – l’ingresso è libero e gratuito fino esaurimento posti – vedi programma: https://talk.iit.it/news/iniziative/192-al-teatro-elfo-puccini-di-milano-la-scienza-arte-e-musica-del-progetto-crossroads

Lunedì 22 maggio ore 18:00 SULLE ORME DEL LAUDATO SI’, Paoline Milano, via Francesco Albani, 21 Milano – l’ingresso è libero e gratuito fino esaurimento posti – vedi programma: http://www.giusart.com/news/24042017-relazione-di-siniscalchi-alle-paoline-il-22-maggio/