Inaugurata la cinquantaquattresima edizione del festival pianistico internazionale con uno strepitoso concerto che ha avuto come protagonisti oltre alla collaudata Orchestra Filarmonica del Festival diretta con mano sicura dall’armeno Eduard Topchjan, tre

Eduard Topchjan
Eduard Topchjan

fuoriclasse del panorama solistico internazionale, Ian Fountain pianoforte, Salvatore Accardo violino e David Geringas violoncello.

Salvatore Accardo
Salvatore Accardo

Proposto come brano d’esordio, il Preludio tratto da “I maestri cantori di Norimberga” di Richard Wagner, brano composto ispirandosi al fluire del Reno che attraversa la città di Magonza, dove si prefigura, vista l’intensa orchestrazione, l’anticipo dei motivi su cui si basa l’intera composizione operistica.
Con Ludwig van Beethoven, o per meglio dire il Concerto per pianoforte, violino e violoncello e orchestra in do magg. Op. 56, si entra a pieno titolo nel tema della manifestazione. La composizione dedicata al principe Lobkowitz, uno dei più altolocati protettori di Beethoven, ma scritto appositamente per l’Arciduca Rodolfo che in quegli anni era diventato suo allievo di pianoforte e per i due solisti al suo servizio, il violinista Carl August Seidler e il

David Geringas
David Geringas

violoncellista Anton Craft, ambedue ottimi virtuosi, primo concerto in assoluto previsto con i tre solisti in organico con l’orchestra.
Nell’esecuzione, i solisti (Fountain, Accardo e Geringas), hanno dato prova di grande compattezza di suono, limpidezza di fraseggio in una intesa perfetta, accompagnati da una precisa direzione che nell’insieme ha mostrato anche la solidità della compagine orchestrale.

Ian Fountain
Ian Fountain

 

Ma un altro solista, il giovane pianista quindicenne Alexander Malofeev, ha sorpreso la platea con la sua convincente esecuzione del Concerto n. 2 in do min. per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov, ove la vena melodica affianca i virtuosismi del pianoforte.

Già primo premio al Concorso Cajkovskij per giovani musicisti nel 2014 e vincitore nel 2016 del Grand Prix al Concorso Intenazionale “Grand Piano” a Mosca, ha spazzato ogni perplessità con la sua autorevolezza esecutiva di “enfant prodige” che ha coinvolto con attenzione e calore il pubblico presente in sala.
Una grande musicalità e una convincente esposizione di idee ha reso il biondissimo pianista la star della serata, già noto in moltissime sale da concerto e prestigiosi palcoscenici, (Teatro Bolshoi, il Conservatorio Cajkovskij, il Moscow International Art Center, il Teatro Mariinskij, oltre a numerosi recital tenuti nelle maggiori sale e istituzio

Alexander Malofeev
Alexander Malofeev

ni in Europa, Cina, Giappone e Stati Uniti), ha sbalordito come interprete di spessore con una ben precisa personalità.
Nel Concerto n.2 di Rachmaninov il ruolo del pianoforte scorre a pari passo con l’orchestra in un continuo intreccio di temi e richiami, ebbene, Malofeev con semplicità sbalorditiva e senza alcuna incertezza, calzando comodamente la figura di pianista già collaudato, ha risolto, con maturità, non da quindicenne, quella esposizione dialettica propria della composizione. Il bis proposto ne è stata la controprova del virtuosismo e del talento di questo astro del pianismo internazionale.
A fine concerto a ricevuto il premi di UBI Banca quale “Miglior talento dell’anno 2017”.