Seduti nel buio della sala, ci troviamo di fronte ad una vera e propria apologia del girl-power.
Un inno alla bellezza, (de)cantato a mo’ di dipinto rinascimentale con tutti gli elementi della mitologia classica. Scopriremo, infatti, come Wonder Woman sia in realtà una delle tante sorelle di Ercole, figlia di Zeus.
Diana Prince, alterego della Principessa della Amazzoni Diana, è un personaggio ben costruito e Gal Gagot è semplicemente stupenda nei panni dell’eroina che deve salvare il mondo da Ares, dio della Guerra, artefice di diabolici piani durante una “battaglia ibrido” tra la prima guerra mondiale, la guerra di trincea e la seconda, con tanto di Fuhrer e aeroplani carichi di gas.
Una guerra, quella narrata, creata a tavolino per permettere allo spettatore di immedesimarsi nella situazione pensando alle proprie battaglie quotidiane.
Diana, al termine del suo percorso di crescita e di conoscenza dell’umana specie, scoprirà che Ares fa parte della natura di tutti noi, così come l’amore. Solo il libero arbitrio ci permette di scegliere cosa essere e cosa non essere. Già sentito?
Ma, perché c’è un grande “ma”, la storia regge poco. L’intreccio amoroso è flebile e Steve Trevor, la spia britannica impersonata da Chris Pine, è un personaggio poco credibile. Quale uomo abbandonerebbe un’isola paradisiaca (Themyscira) abitata solo da Angeli di Victoria’s Secrets per tornare a combattere?…Su, facciamo i seri, neanche per la patria.
Ciò detto, l’ironia è lasciata prevalentemente nelle mani dei co-protagonisti, un team multietnico composto da Etta Candy, la segretaria “tutto fare” del Capitano Trevor, e dai tre “manigoldi” fedeli a Pine: Sameer, Charlie e Capo. Sono loro che riescono a rubarci qualche fragorosa risata, insieme alle sporadiche allusioni, talvolta sessuali, fondate sull’ingenuità della nostra semidea.
Nel complesso ritengo sia un film poco ritmato, scandito dai ben noti ralenti, firmati Zack Snyder, ma “da vedere”, poiché già entrato nel nostro immaginario e nella cultura popolare come trionfo del femminismo.
Restano alte le aspettative verso i prossimi Justice League, dove scopriremo se la principessa delle amazzoni sia riuscita ad ambientarsi nella nostra era e se il mondo abbia cominciato a chiamarla Wonder Woman.