E’ stato per ringraziare Evola, pensatore nato nel 1898 , che ho deciso di scrivere un saggio su di lui ( “Julius Evola. Una lettura socratica”, Booksprint Edizioni, 2016 ) , credo che l’originalità della sua opera, possa essere di grande aiuto anche oggi a molte persone, per poter avere delle griglie interpretative per la realtà in cui viviamo e ci possa rendere più consapevoli di noi stessi. Evola è quanto mai importante nella nostra società, perché noi viviamo in un mondo desacralizzato e secolarizzato, nella sua opera si puo’ capire cosa è il “sacro”, e ritrovarlo, poi nelle tante feste e tradizioni popolari del nostro paese, comprendendo meglio il senso della ritualità di quest’ultime. Evola è anche, un forte antidoto contro l’ateismo, può essere una lettura idonea per degli adolescenti che cercano dei valori saldi e devono fare chiarezza in se stessi, può propiziare un ritorno alla fede, cristiana o di altra tradizione religiosa, indicando ad ognuno la giusta via da percorrere.
Evola è un pensatore che ha il fascino del mondo antico, con fantasia ripropone in modo rinnovato, molti aspetti della cultura classica, ma anche del medioevo cristiano, spaziando nello studio dell’orientalismo. Per questo motivo, per i parallelismi tra varie culture delineati da questo filosofo originario della Sicilia, Evola può essere utile e decisivo nel dialogo ecumenico e nel confronto con altre culture, favorendo l’apertura mentale, ma allo stesso tempo rafforzando il proprio radicamento e la riscoperta della propria identità interiore. Il lettore “ si apre, ma non si perde”, come Evola avrebbe detto con le sue parole.
All’interno dei libri di Evola, viene svolta un ‘analisi della crisi dell’Occidente, e si pone una netta distinzione tra “mondo moderno” e ”mondo della tradizione”, come fossero due distinte categorie, che consentono di decifrare i fenomeni nei quali possiamo imbatterci nella vita di tutti i giorni. Nel mio saggio ho dato risalto al passaggio dalla civiltà greco-romana al medioevo cristiano, dando importanza all’epoca tardo-antica, è un periodo storico poco studiato, ma che andrebbe approfondito, per capire gli aspetti dissolutivi della nostra epoca oggi in Europa e poter costruire e lavorare per una “zattera” che ci traghetti oltre il periodo di crisi che sta attraversando l’Occidente, infatti l’epoca tardo antica e del crollo dell’Impero Romano ha molti aspetti in comune col periodo storico che stiamo vivendo.
Evola analizza tutte le forme di dissoluzione e tratteggia una possibilità di reazione, all’interno di un contesto di vita disagiato, per un uomo che non si senta parte integrante della nostra società, ma che vuole rimanere se stesso, senza adattamenti e compromessi.
Per prima cosa, bisogna quindi focalizzare, gli aspetti da combattere e ai quali dire “no”, senza cedimenti: il nemico è il nichilismo, con le sue mille maschere statiche e vuote, che appare in campo filosofico-letterario, nell’arte visiva e nella musica, nei costumi volgari, nella ricerca competitiva del successo e del denaro, nella dissoluzione del nucleo familiare, nelle cattive relazioni tra i sessi, nel diffondersi a macchia d’olio di numerose sette pseudo-religiose, nell’aumento delle malattie psicologiche che denotano un indebolimento della personalità
Evola approfondisce tutti questi aspetti, spiega le cause della degenerazione della società e parla di come uscire dai nostri problemi; è chiaro che Evola tratta quindi il tema politico, sottolineando la desacralizzazione e la mancanza di etica nella forma dello stato attuale, sarebbe infatti opportuno occuparsi di politica, per migliorare le condizioni di vita di tutti, ma se questo non fosse possibile, in tal caso bisogna come gli orientali consigliano “agire senza agire”. Il filosofo stoico Seneca, che Evola teneva in grande considerazione, diceva infatti che si può influenzare la situazione sociale, anche incoraggiando altri e persino col proprio modo di camminare. Anche una statua, o le antiche rovine di un tempio, addirittura con la loro “staticità” possono “agire”, creando distanze e differenze e ricordando che un’altra concezione della vita è possibile.
Quindi Evola insegna a non gettare mai la spugna, tratta numerose tematiche etiche senza falsi moralismi, la lettura dei suoi libri, può aumentare lo spirito critico, ma anche lo sviluppo della propria coscienza morale, il cosidetto discernimento.
A mio avviso è importante, però, fare una “buona” lettura e interpretazione dei suoi libri, perché ha trattato anche tematiche delicate, come l’appartenenza razziale e l’occulto, peccato però, che tali aspetti della sua opera possono essere presentati in modo sbagliato o volutamente tendenzioso.
E’ chiaro, che tutti noi abbiamo un’appartenenza etnica e un’origine anche biologica e delle origini, la nostra identità è da preservare e valorizzare e soprattutto la famiglia umana ha anche una base biologica e naturale fondata sulla differenza dei sessi e sul proprio sangue. Il pensatore siciliano aborre ogni tipo di promiscuità e quindi crede la propria appartenenza ad un popolo vada accettata, un po’ come dovremmo saper accettare noi stessi.
Una parte fraintendibile dell’opera di Evola, è anche quella legata all’occulto. Evola analizza sia il neospiritualismo sia la psicanalisi, il modo di vivere l’interiorità di molti oggi è infatti sfaldato.
Il pensatore siciliano mette in guardia, da fenomeni spirituali che per molti possono sembrare superficiali e ridicoli, ma che celano l’operare di entità diaboliche, che noi non possiamo vedere, ma che operano come dietro le quinte del nostro mondo.
Evola è anche stato un attento studioso del “sesso”, le categorie del maschile e del femminile, sono fondamentali ed in rapporto dialettico all’interno della sua intera opera, il filosofo siciliano ha studiato persino le potenzialità mistiche della sessualità umana e sostiene l’incontro tra l’uomo e la donna, possa consentire a tutti gli uomini di assaporare la sete di eternità e in alcuni istanti possa far avvenire persino contatti con la trascendenza. Il pensiero di Evola è infatti una forma di pensiero neoplatonico che esprime in modo forte la metafisica, per questo si discosta totalmente dal pensiero debole oggi in voga.
Il filosofo siciliano ha numerosi punti di incontro anche col pensiero del filosofo greco Socrate, quello che consiglio è di leggere la sua opera col metodo socratico, proprio, perché molto spesso Evola è stato frainteso e calunniato. Qualcuno lo ha visto come un satanista, qualcuno come un nazista, qualcuno come istigatore di atti criminali tra i giovani che lo consideravano un “maestro”.
Capitò lo stesso anche a Socrate , che ci rammenta l’umiltà verso la sapienza, ricordando che è meglio “sapere di non sapere”, perché nessuno di noi può conoscere tutto dello scibile umano, né di autori o personaggi storici che non si sono direttamente conosciuti.
Non bisogna dimenticare che Evola era paralizzato, e nonostante la sofferenza, ha continuato ad occuparsi di cultura con grande stile e sicuramente con una fatica non da poco, lasciando a noi tutti un patrimonio interiore e dandoci la possibilità di sognare a occhi aperti leggendo i suoi libri. L’importanza di Evola oggi è questa: in un’ epoca deserta, perché materialista, dove esternamente si trova sempre più con fatica la possibilità di dare aria da respirare alla nostra anima, il filosofo ci fa guardare dentro noi stessi trovando un mondo interiore che è come un cardine che non può essere divelto da tutto ciò che “fuori” può accadere.